Un’indagine svolta dal Movimento Difesa del Cittadino ha evidenziato come i cittadini trascorrono il Capodanno a Milano, come si preparano a questo evento e qual’é il loro stile di vita. Da questo studio emerge come anche nella scelta di come festeggiare il Capodanno Milano, una buona parte parte dei consumatori della nostra città appartenga alla categoria degli «edonisti equilibrati», molto attenti alla qualità, colti e con ragionevole interesse all’informazione. Sono anche quelli che hanno una buona disponibilità econimica e che amano consumare prodotti Doc di grande qualità.
Lo studio é giunto a fare questa fotografia del consumatore medio del Capodanno Mlano prendendo in considerazione gli acquisti per la tavola di fine anno, da cui emerge come i milanesi, che sono costretti o che preferiscono passare il Capodanno a Milano, siano inclini a non rinunciare ai piaceri della tavola anche con la necessaria attenzione al portafoglio....
Per esemmpio, le scelte dei consumatori di Capodanno Milano cadono, invece che su pesci abbastanza “umili” come il capitone o l’anguilla, su pesci ben più pregiati! Anche l’irrinunciabile classico piatto della fortuna a base di cotechino o zampone e lenticchie deve provenire da salumifici artigianali che garantiscano l’assoluta qualità dei prodotti anche a scapito della convenienza. Un esempio fra tutti, le lenticchie “Eston”: circa 8 euro per 500 grammi.
Sempre più spesso, il cenone di Capodanno Milano non é più a base di salmone , foie gras, caviale e cappone. Quello che va di moda a Capodanno Mlano, sulle tavole dei buongustai, é il salmone norvegese “selvaggio”, e pazienza se costa “solo” 190 euro al chilo! D’altronde é ormai risaputo che il salmone di allevamento, quello per intenderci che costa intorno ai 25-30 euro al chilo, é un prodotto di scarsa qualità. Anche il cappone é in crisi, ma questo é dovuto non alla scarsa qualità del prodotto, ma piuttosto per effetto dell’influenza aviaria: oggi vengono consumati solo i capponi delle aziende delle Langhe o del Veronese che vengono venduti sul mercato al “modico” prezzo di 30 euro al chilo. Stessa sorte per il foie gras, da un lato sempre a causa dell’aviaria e dall’altro per una questione di qualità: quelli freschi prodotti da noi artigianalmente sono migliori. Un discorso a parte merita il caviale, il cui prezzo é salito alle stelle. Un esempio? Il Beluga costa 10.000 euro al chilo. E’ evidente che in questo caso non sono molte le persone che possono permettersi di festeggiare il Capodanno Milano a base di caviale! C’é chi consiglia, quindi, un prodotto italiano, quello di un’azienda di Brescia, che viene venduto a 180 euro all’etto. Anche il classico champagne viene ridimensionato per il Capodanno Milano: o si parla di quello più caro e le “riserve” (un Dom Perignon costa 130 euro la bottiglia e il Cristal 170 euro anche nei supermercati), altrimenti tanto vale dirottarsi su un buon spumante italiano, prodotto assolutamente idoneo per festeggiare degnamente il Capodanno Milano. Ormai il complesso nei confronti dei francesi si può dire definitivamente scomparso! Il cenone del Capodanno Milano é sempre più all’insegna della tradizione e i consumatori preferiscono sempre di più scegliere prodotti italiani da mettere sulla tavola del Capodanno Miano. E’ ciò che riferisce anche Lino Stoppani, dei negozi Peck, che vede entrare nei suoi prestigiosissimi negozi di gastronomia persone, anche dalle diverse possibilità economiche, ma accomunate dallo stesso desiderio di festeggiare il Capodanno Milano con prodotti di qualità.
Un discorso a parte merita, sempre secondo l’indagine del Movimento Difesa del Cittadino, il fenomeno, che sta diventando sempre più ampio, del mercato equo e solidale. Un numero sempre maggiore di persone lo conosce e compera i suoi prodotti per arricchire le loro tavole di Capodanno Milano.
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