A Milano fin dalle origini il Carnevale fu considerato un momento di puro divertimento e baldoria. Una tradizione consolidata ai giorni nostri, quando l’ultima sera di Carnevale, il sabato che precede l’inizio della Quaresima, nei locali inizia un vero e proprio tour carnevalesco: feste in maschera, musica a volontà e tanto, tanto divertimento.
Eppure non fu sempre così: se torniamo indietro nella storia, vi fu un periodo in cui il divertimento milanese del periodo di Carnevale subì un rallentamento.
Ad esempio durante il Carnevale del 1576, quello che fu l’anno dell’epidemia, Carlo Borromeo ordinò di bloccare la baldoria. Il suo tentativo durò poco, solo il mercoledì delle ceneri e si limitò ad una sola zona di Milano, piazza del duomo.
Nel 1630 a rimetterci fu il martedì grasso. L’ordine fu dato dall’autorità laica, il vicario di provvisione, che tentò in questo modo di arginare le feste.
Il popolo però non ne volle sapere e organizzò una sollevazione, che causò un enorme caos, anche perché, quei gironi, pieni di sommosse, di ruberie e persino orge, facevano comodo a tutti. Addirittura nel 1700 il numero di delitti commessi fu così alto, che un’ apposita ordinanza vietò l’uso delle maschere.
Nel 1800 la situazione cambiò e ritornarono in auge i festeggiamenti. Famosa è la festa della “Foresta imbalsamata” tenutasi nel 1876 nel refettorio del Carmine, dove le scorribande si trasformarono in danze e invece dei pericolosi “colandri” di gesso, si utilizzarono i coriandoli di carta.
E da allora a Milano il Carnevale è diventato un vero e proprio rito dei milanesi, che amano vestirsi con maschere di ogni tipo e trascorrere intere notti nei locali al ritmo di musica sfrenata. Forse anche per ricordare che nel resto del mondo, in modo particolare in Brasile, il Carnevale è un vero e proprio divertimento, dove tutto è e permesso.
Ma che origini ha il Carnevale Ambrosiano, il noto carnevale milanese che un po’ i romani ci invidiano? Si racconta che tutto iniziò ai tempi di sant’Ambrogio. I milanesi costruirono una specie di leggenda: siccome Gesù aveva fatto solo 40 giorni nel deserto, la quaresima doveva avere quasi la stessa durata, quindi sei settimane, da domenica a domenica. Il digiuno cominciava con la prima domenica di quaresima e quindi la festa non doveva durare fino al martedì , ma dopo una piccola pausa il mercoledì, doveva prolungarsi fino alla domenica. Questa abitudine fece si che Milano diventasse quasi una città privilegiata per i festeggiamenti del rito di Carnevale.
Durante gli anni della peste Milano rimase in quarantena per molto tempo e la città venne chiusa per un periodo molto lungo. Quando la situazione migliorò le autorità diedero il permesso di riaprire la città, e quel giorno cadeva proprio il mercoledì delle ceneri. I milanesi si ritrovarono così a dover ricominciare il digiuno, dopo il digiuno forzato causato dalla peste.
Naturalmente questo non piacque ai milanesi che avevano certamente voglia di divertirsi negli ultimi tre giorni prima della quaresima . Fu proprio il vescovo di allora che andò dal Papa raccontando tutti i patimenti che i milanesi aveva vissuto durante il periodo della peste. Il Papa allora, commosso dal racconto del vescovo Carlo, cedette, e firmò una bolla, cioè un documento, in cui si dava alla Diocesi di Milano il diritto di festeggiare ilCcarnevale ambrosiano fino al sabato che precede la 1° domenica di Quaresima, per sempre.
E da allora i milanesi godono di tre giorni di divertimento in più prima della Quaresima.
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